L’esistenza di Dio

Posted by: Airone  /  Category: Aforismi

La natura profonda della musica è un mistero incompreso esplicabile soltanto ammettendo l’esistenza di Dio

SAT NAM RASAYAN, L’ARTE DELLA CURA, GURU DEV SINGH, AMBROSIO ESPINOSA

Posted by: Airone  /  Category: Libri

SAT NAM RASAYAN, L’ARTE DELLA CURA, GURU DEV SINGH, AMBROSIO ESPINOSA.

Buone notizie dalla wicca

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Spesso sembra che ad un certo punto della Via le cose diventino più difficili.
Ora, la natura non fa salti, per cui già c’è qualcosa che non quadra.
In più, tutte le culture minimamente strutturate, quale quella giudaico cristiana, quella musulmana, anche, e pure le recenti teorie pseudo-quantistiche segnalano una sorta di allineamento degli eventi in reazione, o piuttosto, in risposta ad una azione di un agente che sia anche un osservatore.
Viene proposto come “aiutati che Dio t’aiuta”, o Legge di Attrazione, o “tu uomo lavora, così Dio ti darà cibo a sufficienza per te e tua moglie.
Allora perché le cose diventano più difficili?
Io credo che si tratti soltanto di un’impressione. Quello che succede è che durante il percorso il Lavoro ti porta ad un aumento di frequenza. Per cui, se oggi sei un fabbro, domani sarai uno scultore di ferro battuto. E lo scultore dice: ma perché se son più bravo son qua che faccio più fatica di prima, uso più strumenti di prima e rischio anche di più?
Eh, ovvio, non fabbrichi più chiavi, ma intere cancellate, ed altri prodigi ancora. Non solo: sei a parte di ben altri segreti e la tua visuale e le tue prospettive di crescita sono ben più ampie.
Ok, quindi abbiamo capito dove sta la fregatura nella legge d’attrazione.
Ma c’è un senso in questo aumento di fatica?
Beh, prima di tutto abbiamo capito che l’aumento è costante. Quasi implicito nell’azione stessa e buon segno di correttezza dell’Opera.
Ed ecco le buone notizie dalla Wicca, che ha quantificato numericamente questo aumento di carico.
“Ciò che fai ti tornerà indietro triplicato”
Andando però a cercare bene, la legge è di Tre Voltre Tre.
Ovvero l’azione, che ha tre dimensioni, produce un lavoro pari a tre volte se stessa. Questo ci porta a pensare che si tratti di un elevamento al quadrato, si ma della reazione. Quindi del cambio di frequenza, che come insegna lo sciamanesimo tolteco è l’unica reazione vera al lavoro.
Quindi l’energia necessaria all’azione cresce come la radice quadrata, il che è qualcosa meno di un aumento lineare.
Quindi quando pensi che le cose siano molto più difficili di una volta, pensa che per dove ti trovi l’aumento ha seguito una curva inferiore rispetto ad un aumento lineare.
Ma allora perché mi sembra così faticoso? Inidoneo alle mie forze? Non è forse vero che il Maestro mi propone solo sfide che io posso superare?
Ebbene, tutte quelle energie se ne vanno in dispersioni, in distrazioni, nel gonfiare l’ego o nel soddisfare gli irretimenti.
Pulisci, e avrai molta più energia di quella che ti serve.
Aloha.

Morire al corpo

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Morire veramente
Morire al corpo
Morire veramente
Morire al corpo
Morire al cuore
Morire al bisogno di ripetere
Così rinascere
Alla gioia Vera
Per l’ultima volta
Il vero per sempre

Un sogno

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Ho sognato Marco R.
Lo incontravo vicino a casa dei miei, mentre stava avendo una discussione animata con una tipa. Separatosi da lei ci rimaneva un po’ male, allora lo avvicinavo e parlavamo un po’.
La conversazione inizia come era solito, parlando di baggianate e invenzioni volgari, finchè lui dice qualcosa che mi fa scoppiare a ridere a crepapelle.
Torniamo sulla discussione di lui con la tipa. Stiamo camminando e nel frattempo si è fatta notte.
Insomma lui si era fermato a dormire da lei dopo aver fatto sesso e lei ora se l’era presa perché addormentandosi avevano lasciato accsesa l’aria condizionata tutta notte, consumando troppa corrente.
E intanto camminavamo, come facevamo una volta, per ore.
Marco contava che il consumo per quella notte sarebbe costato al massimo 24€ e io dicevo che era paragonabile ad uscire a cena una o due volte (in realtà forse non bastano per una).
E da lì iniziavo a dire che ormai io la vedevo da un certo punto di vista, ovvero che probabilmente lei è irretita, che conserva memorie non sue, di suoi antenati che morivano di fame e di miseria, perché le memorie vengono trasmesse in famiglia piuttosto che da vite precedenti. Così tramite le costellazioni si possono portare a galla queste memorie e portandoci consapevolezza, attenzione, amore queste memorie si alleggeriscono e i nodi si possono sciogliere. Poi iniziavo ad accennargli del metodo di radioestesia per accelerare questa pulizia, ma qui il sogno finiva.
Non penso di aver contattato veramente Marco in sogno. Potrebbe però essersi trattato di una guida, perché mi è apparsa come una figura con cui non ho conflitti e con cui avevo totale confidenza; la scena, diventando notte, mi ha portato a ridere fortissimo, cosa di cui ho bisogno; poi alla fine il sogno mi ha fatto capire un modo in cui parlare delle costellazioni a chi non ne ha mai sentito parlare.
Grazie, guide.
Aloha!

…e nemmeno una goccia di sudore!

Posted by: Airone  /  Category: Musicali

Fine del mondo, con chi stai?

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Mi sono sempre posto questo quesito, sin da quando ero adolescente: se in un fantascientifico apocalittico futuro dovesse venire veramente la guerra tra il bene e il male, io da che parte starei?
Ma è una domanda strana, perché è ovvio che uno sta dalla parte di chi vince, quindi col bene. Ma è anche scontato che un adolescente abbia un rapporto conflittuale con l’autorità, quindi non veda l’ora di schierarsi con Lucignolo… ops … Lucifero, ma è soprattutto ovvio che all’arrivo dell’armageddon uno non abbia il tempo di chiedersi con chi schierarsi e si ritrovi direttamente con un 666 in fronte oppure con scudo, lancia e cappa bianca.
Quindi tutto è ovvio.
Quindi niente è ovvio.
Comunque non è che una fantasticheria ( termine cabalistico per “sega mentale”).
Allora perché questa domanda mi frulla in testa da decenni?
Forse l’ho capito.
Poniamo la domanda in altri termini: una volta risvegliato Kundalini, in che direzione rivolgerai la tua energia?
Verso l’esterno, è il volo con la scopa, di cui parlavo in un precedente post. Corrente Qlifotica.
Verso l’interno, è l’aspirazione alla risalita verso Keter.
Si possono intraprendere entrambe le direzioni?
Qualcosa mi dice di no, ma per superare questo clima dogmatico e apocalittico riporto alla mente un verso dei Led Zeppelin: “yes there are two paths you can go by, but in the long ride there’s still time to change the road”.
Speriamo che sia vero, anzi, speriamo di avere la forza di andare per la strada più affine a ciò che il mio essere necessita di vivere.
Ricordo anche il mio nonno paterno, che nella seconda guerra non si schierò né coi partigiani, né coi fascisti. Visse una vita di rimpianto, diceva che se avesse potuto tornare indietro si sarebbe schierato, non importa con chi. Deve aver vissuto un dolore difficile per me da comprendere, ma comunque credo che abbia fatto in cuor suo ciò che riteneva saggio in quel momento, a dispetto del rimorso che ne seguì. Ma in favore della famiglia che seguì, tanto per dirne una.
Grazie nonno. Vai in pace, vai nella luce.

Quindi in summa ultimamente tendo un po’ a raggruppare le cose per direzione: questa esperienza mi muove verso vibrazioni basse, vibrazioni alte, o agisce principalmente sul piano materiale? Mi porta a ingrassare il mio ego o a conoscere me stesso?
Funziona, per eliminare le dispersioni anche questo funziona.

Il boccone

Posted by: Airone  /  Category: Aforismi

Non è il digiuno che ti porta all’illuminazione, ma mangiare ogni singolo boccone come fosse l’ultimo.

Beccare il bianconiglio

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

Ci sei.
Hai la sensazione giusta. Veramente è da giorni che ce l’hai.
Sai che domani è un piatto giorno di vita comune (ammesso che esistano realmente giorni piatti).
Ma oggi no.
Oggi potrebbe capitare l’occasione o la persona che ti permettono di apportare un cambiamento significativo alla tua vita. Un guru, una moglie, o anche il gatto e la volpe, o lucignolo, fa niente.
Allora cosa fai? Tieni gli occhi ben aperti, le orecchie alzate manco fossi una volpe in calore (quindi non solo le orecchie…)
Pronto a cogliere qualsiasi scricchiolio nella matrice, il segnale di una fessura, o magari una vocazione, una chiamata.
Niente.
Su tutti i canali segnale di telefono occupato.
Perchè tutte le volte mi capita questo?
La sensazione era sbagliata?
Le sensazioni non sono mai sbagliate, ma forse mal interpretate.

Non lo trovo perchè cerco il bianconiglio in tutti i cespugli.
E quando frugo in un cespuglio, il ciuffo di pelo soffice soffice sbuca proprio dietro di me.
E io niente: sto facendo altro.
In pratica è come se ci fosse una voce che mi chiama, ma io sto ascoltando tutti i canali e non sento altro che tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu
Ma si può vivere così? Da pirla, direi.
Qual è l’atteggiamento giusto?
Attenzione, perchè l’alternativa è il sonno.
Concentrazione, perchè l’alternativa è la dispersione.
Concentrazione sostenuta, perchè altrimenti puoi mancare l’attimo.
SENZA SFORZO, e questo per due motivi. Primo, perchè se mi sforzo non riesco a sostenere la concentrazione. Secondo, perchè lo sforzo, la contrazione in sè è una dispersione e una distrazione.
Quindi Concentrazione, ma non su un soggetto, bensì su ciò che mi sta succedendo ora.
Concentrazione sostenuta senza sforzo, sul momento presente, che di per sè mi offre esattamente ciò che mi serve. Del resto ho scelto io di essere qui, ora.
Non ascolto ma sento. Non guardo ma vedo. Do valore ai segnali che ricevo, ma non tutta l’attenzione che ho. Li prendo in mano come tessere del puzzle in cui mi trovo, finchè il disegno non è sufficiente chiaro da vedere la direzione in cui andare.

Quando mi sento tirare muovo un passo. Sento se la sensazione è buona. Poi vado.

Ad esempio, adesso me ne sto qui a scrivere mentre invece qualcosa mi sta chiamando per nome.
La sensazione c’è. Devo ricomporre il puzzle.

Nessuna azione è vana, ma è vanificabile

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Questo è un passo molto importante del libro che sto leggendo: “I grandi temi della mistica ebraica”, di Gabriele Burrini.
Cito:

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Fra parentesi, sia questo brano che tutto il seguito sono intrisi di Yin e Yang. COme anche Solve et Coagula. Ma restiamo nel paradigma ebraico.

La nota spiega anche che nella Qabbalah luriana la luce irraggiante, o diretta, e la luce riverberante, o riflessa, indicano la direzione biunivoca della luce divina che percorre l’Albero sefirotico: scende dall’alto (ex Kether, ex Ain Sof), ma sale anche dal basso, grazie alla pratica delle misvot.

Questo risuona con un concetto che mi era rimasto in sospeso da anni, ovvero, alla domanda “sto perdendo tempo?”, oppure “possibile che tutte queste persone stiano sprecando la loro vita?”, la risposta è NO.
Io questo l’ho avvertito. Lo so. Ma non lo capivo.
Stai comunque facendo qualcosa.
Ciò che aggiunge questo brano che ho citato è che l’azione, di per sè, è sì intrisa della Luce (siamo Dio sotto forma di umano che compie un percorso, ma ancora di più: siamo acqua che si muove nell’oceano), ma si può nonostante ciò rendere vana (l’azione, non di certo la luce) se vanamente si compie. E ricadiamo sul tema della presenza.
Se ad esempio ti droghi, ma vivi l’esperienza a fondo, sei partecipe della luce della conoscenza intrinseca nell’esperienza, allora ne fai tesoro, te ne sazi. L’azione non diviene vana.
Se ti droghi, ma stai facendo altro, ovvero, ti droghi per punire i tuoi genitori, o semplicemente ti droghi per non essere presente, allora la Luce Divina è lì per insegnarti qualcosa ma tu ti giri e indossi gli occhiali da saldatore.

E questo è triviale.
Ma veniamo al difficile.
Io vivo una vita piuttosto semplice. Lineare. Condotta non dico salutista, ma non troppo distruttiva.
Metto tutto me stesso in quello che faccio, elimino il più possibile le dispersioni e le distrazioni.
Mi concentro, cerco di mettere a fuoco, avendo anche un’idea precisa della direzione da seguire, ma con progetti non troppo proiettati in avanti, il più possibile concreti.
Cerco di vivere a fondo quello che mi accade, oggi.
Però non basta. Le cose non si sbloccano.
Evidentemente metto l’attenzione sulle cose sbagliate.
Sto ancora voltando le spalle e indosso gli occhiali da saldatore specifici proprio per la situazione che sto vivendo.
E, guarda un po’, accuso dentro di me tutte le persone che vedo… di essere cieche alla situazione che vivono.
Come faccio ad aprire gli occhi? Il semaforo è verde, la strada è sgombera, io ho il pass per circolare (e fra l’altro scade domani, in senso metaforico), ma resto fermo in mezzo alla piazza.
Mentre scrivo sento un formicolio lungo la schiena: problema centrato!
Apri gli occhi, caspita. Wake up, Neo.
Spero di beccare il bianconiglio, prima che sparisca tra i cespugli. Ma questo merita un nuovo post.
Chiedo alle guide di aiutarmi ad aprire gli occhi.

Grazie.
Aloha.

Linee guida per la trasformazione – numero 1

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

Numero 1: non pretendere che gli altri facciano lo stesso.
QUanto tempo passi a chiederti il perchè delle scelte altrui? Basta! Cosa dici? Impari dagli altri?
Fandonie.
Ciascuno opera scelte legate prettamente al proprio individuale percorso. Sceglie di soffrire, sceglie di liberarsi, sceglie di morire, di ammalarsi o diventare miliardario. Che importa?
Importa il tuo proprio percorso. Punto.
Preoccupati delle scelte che stai facendo tu. Adesso.
Ti senti solo? Hai scelto di esserlo.
Ti senti povero? Hai scelto di esserlo.
Ti senti bene? Congratulazioni, hai scelto di esserlo.
Diritto di nascita, fortuna, aiuto altrui? Tutti effetti scenici. Tu hai scelto di accettare certe cose che ti venivano donate dall’universo, ed altre invece non le hai volute.
Perchè hai scelto questo preciso percorso? Inutile chiederselo, il percorso lo stai scegliendo in questo momento.

Quanto è vero che non cerco nessuno a cui insegnare queste cose… sto solo convincendo me stesso. Del resto… is there anybody out there?

You Suffer, but why?

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Napalm Death – You Suffer – YouTube.

Questa mattina mi sono svegliato con questa canzone in testa.

Il fatto che sia lunga meno di 2 secondi fa capire quanto sia incasinata la mia testa.

Però esprime un concetto fondamentale, e 19 anni fa, quando l’ho sentita per la prima volta, il concetto non era passato minimamente. Solo adesso inizio a capirlo.

Il testo dice “you suffer, but why?”, e il mio amico Jenner, che mi fece scoprire il fatato e puffettoso mondo del grind core, me lo diceva, con aria quasi sfottente: tu soffri, ma perchè?

Come se soffrire fosse una scelta. Ma forse è proprio così. Soffrire è l’esito di una serie di scelte, ma detta in questo modo sembra una cosa complessa. Voglio invece provare a pensare che ogni scelta possa essere fatta pensando alla minore sofferenza. Non significa per forza che sia la scelta più comoda, perchè la scelta più comoda ti dice che la sera non esci a buttare la pattumiera. Invece la scelta di minor sofferenza di dice che quando il bidone è pieno e ti viene in mente di buttare la pattumiera, e hai il tempo per farlo, lo fai subito.

Questo esempio in effetti è eccessivamente banale, ma voglio provare ad applicare questo principio nella mia vita. Visto che non riesco a contrapporre una frequenza di felicità (come vorrebbe lo yoga), proverò a contrapporre una frequenza di non sofferenza, o almeno a capire cosa significa e quante volte nel giorno scelgo di soffrire.

Create a CSV file from MySQL with PHP

Posted by: Airone  /  Category: Software

 

 

Create a CSV file from MySQL with PHP.

Questo me lo segno perchè non me lo devo perdere.

Il post mi sembra fatto bene, tra qualche giorno lo provo e vedrò…

Il contesto è sempre quello di Joomla + Virtuemart, con il quale sto lavorando parecchio, ma in fondo il problema di import/export del listino è il classico cruccio della usability delle soluzioni di e-commerce.

Backup and Migrate | drupal.org

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Backup and Migrate | drupal.org.

…e questo è lo strumentino che devo provare per spostare la vecchia soluzione su una sotto-cartella temporanea.

Con Joomla sto usando regolarmente e con successo Akeeba, ma in Drupal ho idea che le cose siano un po’ più complesse (ma và?).

E una vocina mi chiede: ma perchè non usi Joomla con Community Builder, visto che sai già che funziona? Risposta: ho in mente una soluzione più complessa, a tendere, mi occorre un cms che possa crescere in funzionalità a dismisura, tradotto: Drupal.

Community building and social networking modules | drupal.org

Posted by: Airone  /  Category: Software

 

 

Community building and social networking modules | drupal.org.

Questo è il post che cercavo.

Adesso faccio fuori la vecchia soluzione e mi metto a lavorare seriamente a questo progetto. Niente di complesso eh? Solo un siterello in Drupal che ospiti i forum che ho in mente e tutte le caratteristiche MUST-HAVE del social network.

Condurrò poi uno studio sulle frequentazioni e in base a questo un eventuale strategia di monetizzazione.

Dunque, installazione da zero di Drupal numero 4… o forse 5…