Il 14 agosto ho assistito alla manifestazione della presenza e dell’arte dei Bauhaus a Lignano Sabbiadoro.
La band culto del movimento dark-wave si è manifestata nuovamente in un concerto memorabile. All’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (UD) fan di vecchia data assieme a numerose nuove leve sono stati graziati dal bel tempo, contro ogni previsione. L’esibizione è iniziata
dopo una lunga e prevedibile attesa, di fronte a circa la metà delle 2000 persone attese.
L’apertura del concerto è stata affidata ad una anonima band vicentina, quasi completamente al femminile, che suonava un punk molto veloce, riuscendo a tenere il palco dignitosamente, con buona preparazione tecnica, sebbene piuttosto fuori luogo. Qualche applauso è comunque arrivato, cosa che è mancata alla seconda band di supporto, altrettanto anonima (non c’è l’usanza di presentarsi da queste parti?), che calca le linee dell’odierno pop melodico italiano mancando totalmente di originalità. Sommersi di fischi, hanno presto lasciato il palco alla preparazione di un’atmosfera totalmente diversa.
Dopo le 22, i lampi balenavano dietro al palco ma l’emozione era così tangibile che la pioggia ha dovuto trovare un’altra destinazione. Fumo in scena. Luci viola che tagliano il buio. David J e Daniel Ash prendono posto e annunciano la storica “Double Dare” ma a far scivolare la folla nel totale delirio è l’ingresso teatrale ed elegante di un convincente Peter Murphy. Scalzo, stempiato
, leggermente ingrassato, non è più il giovane pipistrello dei video di “The Shadow of Light”, ma è sicuramente sempre all’altezza. I suoi ghigni sono taglienti, la padronanza del palco è totale e la sua voce salta da grottesche nicchie sussurrate ad apocalittici e severi gridi prolungati. I rumori prodotti dalla band londinese ricalcano alla perfezione i significati originari ed è subito evidente il legame creato fra pubblico ed artisti. Perché di pura arte si tratta. Mentre raggiungono la soglia del palco, mentre Murphy sale su uno dei subwoofer e stende la sua mano sulle nostre teste, mentre Kevin Haskins continua a martellare ritmi paranoici ciò che accade non è semplicemente un’esibizione. E’ un quadro fatto di suoni. Anzi, un’intera galleria d’arte.
L’organizzazione è risultata complessivamente buona, dando giusta soddisfazione alle necessità tecniche della band, eccezion fatta per un unico grosso neo. Purtroppo bisogna constatare che il sound generale penalizzava severamente la voce di Murphy ed anche i suoi strumenti accessori (xilofono, synth e diamonica) sono stati parzialmente tagliati fuori, ma l’abilità tecnica dei musicisti è stata comunque evidente.
I costumi glam di Ash, contrapposti all’oscurità della scena, il look funebre di J, contrapposto ai suoi sarcastici falsetti, i gesti ambiguamente spirituali e spiritici di Murphy, perso fra le spirali del sufismo e la ricerca del “Satori”, danno il sapore di una band che ha molto da dire. E proprio qui sta la notizia. Oltre ad aver resuscitato, come nel “Resurrection Tour” del 1998, la “Severance” dei Dead Can Dance e aver mischiato sapientemente la “Transmission” dei Joy Division al proprio repertorio (sotto le calorose esternazioni di apprezzamento da parte della folla), un chiaro “this is Bauhaus” di Murphy ha annunciato due canzoni sconosciute. Si suppone che si tratti del materiale che farà parte di un nuovo lavoro della band, di cui già si vocifera in conseguenza al successo degli ultimi 3 tour, ma solo il tempo saprà dare una risposta.
La band si concede una prima meritata pausa, per poi ripartire in maniera sempre più teatrale e concludere con il loro singolo-manifesto: “Bela Lugosi’s Dead”. L’acclamato bis giunge con “All we ever wanted”, in cui Murphy imbraccia la chitarra acustica, e una “The Passion of Lovers” suonata da Ash con una emozionante dodici corde, mentre il pubblico si lancia nell’ultima scatenata danza rituale.
Con il cuore in mano, gli spettatori se ne vanno dopo ben due ore, senza la possibilità di ottenere autografi ma soddisfatti e con la convinzione di poter presto riascoltare i Bauhaus in nuove creazioni.
Per informazioni sulla band: www.bauhausmusik.com


