Commento a “Alchemist” di Ihsahn

Posted by: Airone  /  Category: Musicali, Riflessioni

Testo in Italiano:

Di nuovo mi ritrovo in questa angusta stanza
E il mio bollitore scalda l’acqua per lo stesso vecchio infuso
Che ora sta diventando acido
Ci deve essere altro che la chimica in questo
Perché la mia anima brucia febbrile

Il luogo del ristagno delle idee, dove si ricade negli stessi errori

Istintivamente ripeto la semplice formula
“Solve et coagula”

Riferimento un po’ gratuito da parte di Ihsahn,

tanto per dire che ha letto un mezzo articolo sull’alchimia e

per giustificare il titolo del brano… :-P

Lui se ne sta solo a fronteggiare il suo fato
Lui che non si accontenta della pietra

Tipicamente quando c’è la svolta arriva un momento in cui ti trovi (quasi, apparentemente) solo.

Succede sempre, durante i cambiamenti più importanti.

Alcuni barlumi in lontananza solitamente attenuavano la mia disperazione
Da allora questa cella oscura ha perso il suo fascino
Ora cerco il bagliore di un fulmine

Vissute fino in fondo le esperienze di questo “girone”,

tutto sembra scontato, noioso.

“Che ti afferra, o superuomo? Dov’è l’anima esultante?
Dov’è il petto che in sé creava un mondo”

lo spirito ruffiano incita, corteggia, fomenta il protagonista, già animato dallo spavento.

“Perché mi sogghigni, teschio vuoto?
Se non che il tuo cervello, confuso come il mio, cercava il giorno chiaro
E nella tetra fiacca del crepuscolo,
Assetato di verità, vagava smarrito sventuratamente?”

Le citazioni dal Faust di Goethe, dalle scene dove lo spirito appare nello studio del protagonista, che si trova palesemente in stato alpha, afflitto dalle “sudate carte” e dalle pene della vita materiale. Da questa vita materiale egli cerca la fuga verso la dimensione esoterica.
E prontamente la trova, in quello spirito che lo corteggia, lo sprona e lo istiga, per sviarlo.

Sinceramente trovo più brillanti le citazioni di Dani dei Cradle of Filth, sempre il più brillante ed erudito liricista del genere Gothic / Black. Ma in questo periodo sto incontrando diverse volte il discorso Solve et Coagula, per questo mi sono preso del tempo per segnare queste note.

La formula va ripetuta per ottenere la sintesi dell’oro, è una sorta di metafora di quell’aspetto dell’Opera che comporta il distruggere, ricostruire, distruggere, distruggere, ricostruire… praticamente c’eravamo già arrivati coi Feral nel ’95…

2 Responses to “Commento a “Alchemist” di Ihsahn”

  1. AndrewBoldman Says:

    Hi, good post. I have been wondering about this issue,so thanks for posting.

  2. JaneRadriges Says:

    The article is ver good. Write please more

Leave a Reply