30
apr
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Tecniche
Ho sempre pensato che la via dello yoga fosse repressiva. Emerge un istinto e tu vai a bloccarlo, così non crei karma.
In realtà ho scoperto (meglio tardi che mai!!!) che non è così.
Per quello che ho capito fin ora la prassi è questa: quando emerge un istinto (sto semplificando brutalmente) ti trattieni dall’esprimerlo con la violenza che sarebbe NON naturale MA automatica.
Già questa distinzione fa la differenza.
Poi, punto clu, ti assumi la responsabilità di lavorare su ciò che ha mosso questo istinto. Risali alle cause, te ne occupi con responsabilità totale.
In primo luogo, evitare l’automatismo evita di nutrire la causa. Questo è importantissimo.
Subito dopo, però, come conseguenza diretta, subentra la responsabilità di prenderti cura del problema, con ATTENZIONE, quindi dandogli AMORE.
Se non lo fai, se blocchi l’istinto, QUELLA è repressione. E’ come se ad un bambino che ti chiede le caramelle rispondi “NO! Le caramelle alle 16, dopo i compiti”. E’ chiaro che alle 15 e 59 lui comincia a chiedere le caramelle. Se non te ne occupi, alle 17 scordati di ripetergli “No, le caramelle più tardi”, perchè come nelle migliori aziende, il bambino fa escalation.
Ogni volta che emerge un istinto involutivo o in qualche modo non amorevole, è come se un bambino avanzasse delle pretese. Spesso si tratta esattamente del bambino interiore, memoria di traumi e repressioni passate (tutte le volte che volevi le caramelle e ti hanno detto no, tutte le volte che volevi la Porsche e ti sei detto no da solo, whatever).
Se lo istruisci con ulteriori traumi, morirai di tumore. E’ un fatto clinico.
Se lo istruisci con amore, maturerà e diventerà la tua forza.
Simpatico questo yoga, devo assaggiarne un altro po’….
26
apr
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Tecniche
5) capirai di essere riuscito a ricostruire il sorriso sul tuo volto quando il maestro ricambierà il tuo sorriso.
Lavora sodo per ottenere questo, perchè solo allora passerete alla lezione successiva.
Proverai un brivido simile a quello della paura, ma non ci fare caso…
26
apr
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Tecniche
4) Pierino va dal dottore e gli dice “Dottore, dottore, posso fare il bagno con la diarrea?”
E il dottore gli risponde: “Sì, ma ce ne vuole tanta!”
Seriamente: trova un qualunque appiglio per far spuntare il sorriso, poi mantienilo e lavora su tutto ciò che tenta di spezzartelo.
25
apr
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Tecniche
3) se riesci a sorridere guardandolo negli occhi, significa che sei immune al suo sguardo, quindi puoi essere presente all’azione. Altrimenti significa che devi ricominciare dalla prima lezione. Sorridi o verrai bocciato.
25
apr
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Tecniche
2) se non sorridi significa che sei triste, teso, o comunque distratto da qualcosa, quindi non sei presente, quindi non imparerai nulla dalla sua sfida. Sorridi, se vuoi che la tua presenza qui abbia un senso.
25
apr
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Tecniche
1) Comunque vada, se sei presente, quando si sarà concluso il suo attacco avrai imparato qualcosa.
25
apr
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Riflessioni,
Tecniche
Ieri ho letto il libro “Accetta questo dono”, di Frances Vaughan e Roger Walsh. Meditando sui vari messaggi ho deciso di lavorare sul perdono. Perdonare significa accettare che non c’è colpa, quindi in qualche modo lasciare andare il passato, levare un’ancora.
Quando una persona mi perdona entrambi ne traiamo un guadagno energetico, un legame in meno, un confine in meno, un avvicinamento all’amore universale incondizionato. È per questo che chiederò a tutti di perdonarmi, a partire dalle persone a me più care, non prima di averle perdonate io stesso.
Credo che mi aspetti un lavorone, mi rimbocco le maniche perché mi sa che è la strada giusta.
23
apr
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Riflessioni,
Tecniche
Ho sempre percepito in questo momento dell’anno un aumento generale dell’energia.
Certo, la natura in questo momento è in forte espansione, senz’altro dipende anche da questo. Questo aumento di energia è stato spesso accompagnato dall’emersione di problemi irrisolti, conflitti nascosti e tensioni non palesate. Anche questo è tipico dell’aumento dell’energia generale del sistema uomo.
Anche quest’anno il venerdì che precede la pasqua è stato una giornata “UP”, come tutti gli anni, chissà perchè. Una volta questo per me aveva banali implicazioni anti-religiose, ma ora che il mio paradigma si è espanso oltre certi conflitti ci vedo implicazioni energetiche meno occulte.
Il punto è che il venerdì “santo” è passato e io sono ancora UP. La giornata è uggiosa e semi-piovosa, mentre ieri c’era il sole, quindi non si tratta di sensibilità al meteo.
Da anni sto cercando un modo di aumentare la mia energia, perchè vedo che le esperienze che si manifestano nella vita, il come si presentano, e il come si riescono a affrontarle, dipendono del tutto dal livello generale di energia.
Su che cos’è questo “livello generale” si possono spendere tomi enciclopedici, ma è anche abbastanza intuitivo. Ciò che è prezioso per me in questo momento è invece capire cosa determini questa fase di UP nella mia generale bipolarità.
> parte 2 <
23
apr
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Riflessioni,
Tecniche
(Continua da parte 1)
In questi giorni sto lavorando energeticamente, con pulizie e altro, non abbastanza, ma più di niente, almeno. Non è una cosa infrequente, però; invece, diversamente dal solito, sto lavorando nello specifico su due singoli aspetti dell’energia che potrebbero essere autori di una certa stabilità.
Il primo è l’umore. Sto notando infatti che in realtà non è così importante su che cosa mi concentro, se su un problema, sulla soluzione, o addirittura nessuno dei due.
Contrariamente a quanto ho sempre pensato, pare che l’importante è il tipo di emozione che metto nelle cose. Se ci metto amore non può andare male. Se ci metto serenità non può andare male. Se metto amore in una azione non amorevole, che so, in qualcosa che genera attaccamento, in una attività spinta dall’ego, tanto x fare un esempio, le cose comunque si polarizzano secondo l’emozione di cui investo l’azione.
Io l’ho provato.
Funziona.
Provare per credere.
Di conseguenza il primo dei due lavori di cui sto parlando è allenarmi ad affrontare tutte le situazioni con presenza e con il sorriso.
Chi mi conosce da più di un anno sa che questa è la mia più grande rivoluzione.
Il secondo lavoro … > parte 3 <
23
apr
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Riflessioni,
Tecniche
(Continua da parte 2)
Il secondo lavoro ha a che fare con “tagliare i cordoni”.
C’è una meditazione apposita nel Raja Yoga.
Succede che le varie relazioni che abbiamo con le persone tessono legami che restano poi nel tempo. Questi legami possono essere virtuosi, in genere nel rapporto maestro-allievo, o fra compagni, oppure viziosi, di dipendenza.
Inutile dire che intendo virtuosi i legami che apportano energia, viziosi quelli che ne sottraggono.
Il lavoro consiste nel rimuovere questi legami, cordoni ombelicali, come flebo che ci rendono dipendenti, quindi schiavi, di certi rapporti, che magari inizialmente possono essere stati, o abbiamo potuto credere che fossero, virtuosi e nutrienti, ma che col tempo o ad una approfondito sguardo si sono mostrati malati.
Ecco perché nel vangelo il maestro recide i tralci malati. Perché risucchiano energia. Ed ecco perché questo lavoro, unito alla vera e propria pulizia, porta ad un livello di energia stabilmente più elevato.
17
apr
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Riflessioni
Amore.
Questo in forma contratta.
Spinta vitale creativa dell’amore universale incondizionato, per esteso.
Ho sempre avuto difficoltà nell’identificare il quinto elemento, mi sembrava sempre qualcosa di infinitamente compenetrato agli altri quattro. E in effetti lo è.
Ma voglio cominciare a considerare la legge universale come quinto elemento.
Dopo tutto si può dire “più aria, meno aria”, o “più fuoco, meno fuoco”. E si può anche definire di qualsiasi cosa il suo aspetto “amore”. Talvolta traducibile con “funzionale” o “con attenzione”, essendo movimento, amore e attenzione 3 sinonimi.
Gli elementi sono vettori, presenti in ogni entità dell’universo, ed è per questo che le entità che hanno coordinate simili si attraggono ed entrano in risonanza: in realtà, esprimendo lo spazio in termini dei 5 vettori terra, aria, fuoco, acqua, amore, si potrebbe dire che queste entità sono vicine, talvolta sovrapposte, appunto assonanti. Talvolta sono assonanti solo su certe frequenze, pertanto persone che si sentono affini per un certo periodo si trovano a doversi separare, perché le differenze di certe coordinate, col proseguire della Via, tendono a farsi sentire, talvolta ad esplodere se ignorate a lungo.
Ed è lo stesso schema seguito dalle malattie, dagli affari, dalle relazioni primarie, spiegabili anche in termini di chakra.
Questo è un paradigma molto solido, perché è ritraducibile secondo le antiche tradizioni, orientali o occidentali, ed offre strumenti per far dialogare queste culture.
Se leggi questo scritto e qualcosa non ti torna, sentiti libero di commentare qui di seguito.
13
apr
Posted by: Airone / Category:
Riflessioni,
Senza categoria
Grazie. Oggi ho questa parola, più che altro. Grazie. In tutte le sue forme. Grazie. A tutte le forme. Dal cuore.
12
apr
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Musicali
“Amore Misantropo”
Era una canzone di Francesco da Assisi, giusto?
Devo averla sentita tempo fa su Virgin radio…
12
apr
Posted by: Airone / Category:
Tecniche
Bene.
Stamattina mi hanno rotto i co@&€£¥#%^*}{+]ooooni con questioni di contabilità mentre mi stavo gustando la torta allo yogurt che avevo preparato ieri sera.
Ma non lascerò che questo polarizzi la mia giornata.
Anzi.
L’infinita energia vitale creativa dell’universo riempie di Amore Incondizionato la mia giornata.
Grazie.
08
apr
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Aforismi
La prima volta è più facile uscire che entrare, ma una volta imparata la strada, è più facile entrare che uscire.
Provare per credere.