Questo è un passo molto importante del libro che sto leggendo: “I grandi temi della mistica ebraica”, di Gabriele Burrini.
Cito:
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Fra parentesi, sia questo brano che tutto il seguito sono intrisi di Yin e Yang. COme anche Solve et Coagula. Ma restiamo nel paradigma ebraico.
La nota spiega anche che nella Qabbalah luriana la luce irraggiante, o diretta, e la luce riverberante, o riflessa, indicano la direzione biunivoca della luce divina che percorre l’Albero sefirotico: scende dall’alto (ex Kether, ex Ain Sof), ma sale anche dal basso, grazie alla pratica delle misvot.
Questo risuona con un concetto che mi era rimasto in sospeso da anni, ovvero, alla domanda “sto perdendo tempo?”, oppure “possibile che tutte queste persone stiano sprecando la loro vita?”, la risposta è NO.
Io questo l’ho avvertito. Lo so. Ma non lo capivo.
Stai comunque facendo qualcosa.
Ciò che aggiunge questo brano che ho citato è che l’azione, di per sè, è sì intrisa della Luce (siamo Dio sotto forma di umano che compie un percorso, ma ancora di più: siamo acqua che si muove nell’oceano), ma si può nonostante ciò rendere vana (l’azione, non di certo la luce) se vanamente si compie. E ricadiamo sul tema della presenza.
Se ad esempio ti droghi, ma vivi l’esperienza a fondo, sei partecipe della luce della conoscenza intrinseca nell’esperienza, allora ne fai tesoro, te ne sazi. L’azione non diviene vana.
Se ti droghi, ma stai facendo altro, ovvero, ti droghi per punire i tuoi genitori, o semplicemente ti droghi per non essere presente, allora la Luce Divina è lì per insegnarti qualcosa ma tu ti giri e indossi gli occhiali da saldatore.
E questo è triviale.
Ma veniamo al difficile.
Io vivo una vita piuttosto semplice. Lineare. Condotta non dico salutista, ma non troppo distruttiva.
Metto tutto me stesso in quello che faccio, elimino il più possibile le dispersioni e le distrazioni.
Mi concentro, cerco di mettere a fuoco, avendo anche un’idea precisa della direzione da seguire, ma con progetti non troppo proiettati in avanti, il più possibile concreti.
Cerco di vivere a fondo quello che mi accade, oggi.
Però non basta. Le cose non si sbloccano.
Evidentemente metto l’attenzione sulle cose sbagliate.
Sto ancora voltando le spalle e indosso gli occhiali da saldatore specifici proprio per la situazione che sto vivendo.
E, guarda un po’, accuso dentro di me tutte le persone che vedo… di essere cieche alla situazione che vivono.
Come faccio ad aprire gli occhi? Il semaforo è verde, la strada è sgombera, io ho il pass per circolare (e fra l’altro scade domani, in senso metaforico), ma resto fermo in mezzo alla piazza.
Mentre scrivo sento un formicolio lungo la schiena: problema centrato!
Apri gli occhi, caspita. Wake up, Neo.
Spero di beccare il bianconiglio, prima che sparisca tra i cespugli. Ma questo merita un nuovo post.
Chiedo alle guide di aiutarmi ad aprire gli occhi.
Grazie.
Aloha.

