“Amore Misantropo”
Era una canzone di Francesco da Assisi, giusto?
Devo averla sentita tempo fa su Virgin radio…
Hey you su Virgin radio.
Forse nessuna canzone rappresenta il mio stato d’animo oggi.
E i tarocchi dicono: temperanza…
È un gran album, il secondo dei Down, torno ad ascoltarlo e la sensazione è sempre quella di tornare a casa. Mi sento compreso, come se potessi appoggiare la scure e riposare le mani. Come se il profumo di fiori fosse genuino e potessi ignorare il lezzo di sangue stantìo che scorre sotto i miei anfibi consumati.
Come può la musica risvegliare immagini così nitide e particolareggiate?
… e realizzo solo ora di non averti mai chiesto perchè cantavi Eleanor Rigby.
Poi leggo su wikipedia il significato di quella canzone e capisco che non era così difficile la soluzione a quella situazione. La rivoluzione era a portata di mano, ma io ero troppo impegnato a concentrarmi su cose che sapevo che non mi avrebbero portato da nessuna parte.
Ma in fondo al cuore so che non sei ancora lì a raccogliere riso sul sagrato, che probabilmente ormai sei sposata, madre di due figli e felice con la tua famiglia di surfisti.
Le tue tracce su internet mi dicono il contrario, ma voglio pensare positivo. Ed ho una grossa stima e fiducia nelle tue forze.
Per cui concludo camuffando questo come il solito articolo in cui cito una canzone, a sorpresa… tadaaa… di un gruppo che ho sempre schifato, di un autore al quale da piccolo mia sorella diceva sempre che assomigliavo.
Ovviamente la canzone non è pessimista come dice wikipedia, l’allusione “nessuno fu salvato”, o che nemmeno in paradiso i due protagonisti siano benvenuti, come scritto su wiki, è azzeccatissima e calza a pennello con le reinterpretazioni “now age” del vangelo. Intendo dire che la via per il paradiso non è scrivere sermoni che nessuno leggerà (ehi, ma è quello che sto facendo adesso :S ), bensì uscire al sole, imbracciare la vita (come un’arma, o uno strumento, o un veicolo) ed inseguire l’onda più alta.
Adesso torno di là e cerco di mettere nell’oggi tutta l’attenzione che non ho impiegato sul noi di allora.
Chiedo agli angeli di aiutarmi a trasformare i rimorsi in voglia di vivere.
Segue il testo di Eleanor Rigby, scritto da Paul McCartney come B-Side di Yellow Submarine.
Testo tradotto dal primo sito che google mi ha proposto.
<<
Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole
Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole
Eleanor Rigby raccoglie il riso che è stato lanciato a un matrimonio.
Vive in un sogno.
Aspetta alla finestra, ha lo sguardo che di solito conserva in una brocca
dalla porta.
Per chi è?
Tutte quelle persone che restano da sole
Da dove vengono?
Tutte quelle persone che restano da sole
A che terra appartengono?
Padre McKenzie sta scrivendo un sermone che nessuno sentirà
Nessuno viene qui (vicino).
Guardalo lavorare. Rammenda i suoi calzini in una notte in cui non c’è
nessuno.
Cos’è che gli interessa?
Tutte quelle persone che restano da sole
Da dove vengono?
Tutte quelle persone che restano da sole
A che terra appartengono?
Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole
Ah, guarda tutte quelle persone che restano da sole
Eleanor Rigby è morta nella chiesa ed è stata sepolta in luogo con su
scritto il suo nome.
Nessuno è venuto (a vegliarla).
Padre McKenzie si pulisce le mani sporche mentre cammina vicino alla tomba.
Nessuno fu salvato.
Tutte quelle persone che restano da sole
Da dove vengono?
Tutte quelle persone che restano da sole
A che terra appartengono?
>>
No comment… continuo a riscoprirli, sarà che sono arrivato tardi…
Change everything you are
And everything you were
Your number has been called
Fights and battles have begun
Revenge will surely come
Your hard times are ahead
Best, you’ve got to be the best
You’ve got to change the world
And use this chance to be heard
Your time is now
Change everything you are
And everything you were
Your number has been called
Fights and battles have begun
Revenge will surely come
Your hard times are ahead
Best, you’ve got to be the best
You’ve got to change the world
And use this chance to be heard
Your time is now
Don’t let yourself down
Don’t let yourself go
Your last chance has arrived
Best, you’ve got to be the best
You’ve got to change the world
And use this chance to be heard
Your time is now
Cioè… un disco POP sulla panspermìa… che grandi.
Questo solo verso vale la citazione con tanto di video:
“We’re not droplets in the ocean, We’re the ocean”
Lyrics | Muse lyrics – Unnatural Selection lyrics
Testo in Italiano:
Di nuovo mi ritrovo in questa angusta stanza
E il mio bollitore scalda l’acqua per lo stesso vecchio infuso
Che ora sta diventando acido
Ci deve essere altro che la chimica in questo
Perché la mia anima brucia febbrile
Il luogo del ristagno delle idee, dove si ricade negli stessi errori
Istintivamente ripeto la semplice formula
“Solve et coagula”
Riferimento un po’ gratuito da parte di Ihsahn,
tanto per dire che ha letto un mezzo articolo sull’alchimia e
per giustificare il titolo del brano…
Lui se ne sta solo a fronteggiare il suo fato
Lui che non si accontenta della pietra
Tipicamente quando c’è la svolta arriva un momento in cui ti trovi (quasi, apparentemente) solo.
Succede sempre, durante i cambiamenti più importanti.
Alcuni barlumi in lontananza solitamente attenuavano la mia disperazione
Da allora questa cella oscura ha perso il suo fascino
Ora cerco il bagliore di un fulmine
Vissute fino in fondo le esperienze di questo “girone”,
tutto sembra scontato, noioso.
“Che ti afferra, o superuomo? Dov’è l’anima esultante?
Dov’è il petto che in sé creava un mondo”
lo spirito ruffiano incita, corteggia, fomenta il protagonista, già animato dallo spavento.
“Perché mi sogghigni, teschio vuoto?
Se non che il tuo cervello, confuso come il mio, cercava il giorno chiaro
E nella tetra fiacca del crepuscolo,
Assetato di verità, vagava smarrito sventuratamente?”
Le citazioni dal Faust di Goethe, dalle scene dove lo spirito appare nello studio del protagonista, che si trova palesemente in stato alpha, afflitto dalle “sudate carte” e dalle pene della vita materiale. Da questa vita materiale egli cerca la fuga verso la dimensione esoterica.
E prontamente la trova, in quello spirito che lo corteggia, lo sprona e lo istiga, per sviarlo.
Sinceramente trovo più brillanti le citazioni di Dani dei Cradle of Filth, sempre il più brillante ed erudito liricista del genere Gothic / Black. Ma in questo periodo sto incontrando diverse volte il discorso Solve et Coagula, per questo mi sono preso del tempo per segnare queste note.
La formula va ripetuta per ottenere la sintesi dell’oro, è una sorta di metafora di quell’aspetto dell’Opera che comporta il distruggere, ricostruire, distruggere, distruggere, ricostruire… praticamente c’eravamo già arrivati coi Feral nel ’95…
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Mission
Il Death Metal dei Cruel Criminal si spinge a fondo nell’espressione violenta delle idee, in opposizione ai sistemi di dittatura e controllo mentale.
Origini
Nati nel 1994, i Cruel Criminal realizzano nel 1995 il loro primo demo, intitolato “The Shadow Of The Judgement Day”, registrato con Paul Chain e distribuito dalla Flying Records.
Sull’onda del discreto successo ottenuto con questo demo, negli anni a seguire il gruppo lavora a nuove composizioni, cambiando a volte formazione e migliorando le proprie performance dal punto di vista tecnico.
Registrazioni
Dopo decine di concerti tenuti in zona, i Cruel Criminal pubblicano il secondo demo, “Orpheus’ Inferno”, datato 1999. Nel 2001 la band appare nella Kaleido Compilation e nel 2002 viene registrato il nuovo “Worship Of The Unknown”. Tra febbraio e marzo 2004 i Cruel Criminal autoproducono due cd live (grazie alla collaborazione di Beppe) dal titolo “Live N.1 or Cruel Live” e “Jolly Roger Live”. Il brano Moestitia compare in “Multibanda Vol. 1? ad Aprile 2004 ed in “Multibanda Vol. 2? a Dicembre 2006.
Oggi
L’ultima formazione attiva è composta da Lorenzo alla voce, Ivan e Pedro alle chitarre, Mattia al basso e Cico alla batteria.
Al termine di una produzione durata diversi mesi, il nuovo album “Souldrain Enslavement” viene pubblicato autonomamente ed impiegato per ricercare un contratto. Dopo due anni di promozione e tentativi di acquisire notorietà, la band si scioglie ed i suoi artisti si dedicano a differenti progetti.
Link:
E-mail: cruelspace at obsidia dot it
Myspace: www.myspace.com/cruelcriminal

Cruel Criminal Lyrics by Lorenzo Monti is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License.
Finalmente, dopo 4 mesi di lavorazione, nel giugno del 2006 il CD “Souldrain Enslavement” vede la luce. I lavori per la duplicazione vanno a terminare nel novembre 2006 e sul finire di dicembre è iniziata la spedizione alle case discografiche.
Chi può se ne accaparra una copia, gli altri dovranno aspettare che qualche impresario scopra il talento della furiosa band storica del metal ravennate/ferrarese.
I nuovi pezzi si possono già da tempo ascoltare dal vivo ai concerti del quintetto, che ultimamente ha riaccolto fra le sue fila lo stesso bassista presente nella fase compositiva di “Orpheus’ Inferno”(2000) e “Worship of the Unknown” (2002).
Per sentire i brani online, andate su www.myspace.com/cruelcriminal
Il 14 agosto ho assistito alla manifestazione della presenza e dell’arte dei Bauhaus a Lignano Sabbiadoro.
La band culto del movimento dark-wave si è manifestata nuovamente in un concerto memorabile. All’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro (UD) fan di vecchia data assieme a numerose nuove leve sono stati graziati dal bel tempo, contro ogni previsione. L’esibizione è iniziata
dopo una lunga e prevedibile attesa, di fronte a circa la metà delle 2000 persone attese.
L’apertura del concerto è stata affidata ad una anonima band vicentina, quasi completamente al femminile, che suonava un punk molto veloce, riuscendo a tenere il palco dignitosamente, con buona preparazione tecnica, sebbene piuttosto fuori luogo. Qualche applauso è comunque arrivato, cosa che è mancata alla seconda band di supporto, altrettanto anonima (non c’è l’usanza di presentarsi da queste parti?), che calca le linee dell’odierno pop melodico italiano mancando totalmente di originalità. Sommersi di fischi, hanno presto lasciato il palco alla preparazione di un’atmosfera totalmente diversa.
Dopo le 22, i lampi balenavano dietro al palco ma l’emozione era così tangibile che la pioggia ha dovuto trovare un’altra destinazione. Fumo in scena. Luci viola che tagliano il buio. David J e Daniel Ash prendono posto e annunciano la storica “Double Dare” ma a far scivolare la folla nel totale delirio è l’ingresso teatrale ed elegante di un convincente Peter Murphy. Scalzo, stempiato
, leggermente ingrassato, non è più il giovane pipistrello dei video di “The Shadow of Light”, ma è sicuramente sempre all’altezza. I suoi ghigni sono taglienti, la padronanza del palco è totale e la sua voce salta da grottesche nicchie sussurrate ad apocalittici e severi gridi prolungati. I rumori prodotti dalla band londinese ricalcano alla perfezione i significati originari ed è subito evidente il legame creato fra pubblico ed artisti. Perché di pura arte si tratta. Mentre raggiungono la soglia del palco, mentre Murphy sale su uno dei subwoofer e stende la sua mano sulle nostre teste, mentre Kevin Haskins continua a martellare ritmi paranoici ciò che accade non è semplicemente un’esibizione. E’ un quadro fatto di suoni. Anzi, un’intera galleria d’arte.
L’organizzazione è risultata complessivamente buona, dando giusta soddisfazione alle necessità tecniche della band, eccezion fatta per un unico grosso neo. Purtroppo bisogna constatare che il sound generale penalizzava severamente la voce di Murphy ed anche i suoi strumenti accessori (xilofono, synth e diamonica) sono stati parzialmente tagliati fuori, ma l’abilità tecnica dei musicisti è stata comunque evidente.
I costumi glam di Ash, contrapposti all’oscurità della scena, il look funebre di J, contrapposto ai suoi sarcastici falsetti, i gesti ambiguamente spirituali e spiritici di Murphy, perso fra le spirali del sufismo e la ricerca del “Satori”, danno il sapore di una band che ha molto da dire. E proprio qui sta la notizia. Oltre ad aver resuscitato, come nel “Resurrection Tour” del 1998, la “Severance” dei Dead Can Dance e aver mischiato sapientemente la “Transmission” dei Joy Division al proprio repertorio (sotto le calorose esternazioni di apprezzamento da parte della folla), un chiaro “this is Bauhaus” di Murphy ha annunciato due canzoni sconosciute. Si suppone che si tratti del materiale che farà parte di un nuovo lavoro della band, di cui già si vocifera in conseguenza al successo degli ultimi 3 tour, ma solo il tempo saprà dare una risposta.
La band si concede una prima meritata pausa, per poi ripartire in maniera sempre più teatrale e concludere con il loro singolo-manifesto: “Bela Lugosi’s Dead”. L’acclamato bis giunge con “All we ever wanted”, in cui Murphy imbraccia la chitarra acustica, e una “The Passion of Lovers” suonata da Ash con una emozionante dodici corde, mentre il pubblico si lancia nell’ultima scatenata danza rituale.
Con il cuore in mano, gli spettatori se ne vanno dopo ben due ore, senza la possibilità di ottenere autografi ma soddisfatti e con la convinzione di poter presto riascoltare i Bauhaus in nuove creazioni.
Per informazioni sulla band: www.bauhausmusik.com

E ora la volta della devastazione finale.
Il quintetto del Ragnarok è all’opera per sfornare l’atto definitivo di assalto musicale.
Un full lenght di 11 tracce che danno l’idea di cosa vuol dire fare musica con gusto, tecnica, violenza e contenuti che lasciano il segno!
Ancora top secret il titolo dell’album.
Prevista per inizio Aprile l’uscita ufficiale.
Stay tuned!!
www.cruelcriminal.com
Non che ci fossimo illusi più di tanto, ma è lo stesso Gilmour a dichiarare
che i Pink Floyd non esistono più.

