Ormai da 3 anni bevo quasi esclusivamente caffè solubile.
SOno passato dall’idillio del caffè della moka (e allora nessun altro caffè mi piaceva), all’incubo della macchinetta del caffè dell’ufficio, fino a sentirne la mancanza nei giorni di ferie (che schifo… povero fegato!)
Ora invece mi sono appunto abituato al sapore blando e plasticoso del caffè solubile, immerso in tanta tanta acqua (così rilascia più caffeina), bevuto caldo, lentamente e rigorosamente AMARO.
In questo arco di tempo ho potuto provare una certa varietà di marche e sottomarche proposte da discount e negozi di Milano, Monza e Brianza (dall’Auchan più grande d’Italia fino al Dì per Dì di fronte a casa) e devo dire che la mia preferenza va per una marcaccia sconosciuta, ma che produce un caffè molto polveroso, facilmente solubile, decisamente gradevole, almeno per chi lo degusta lungo e amaro come me: il Caffè Crastan.
La confezione è in vetro, con tappo di plastica, mentre il cappuccino della stessa linea è addirittura in cartone, molto eco… ma anche molto discount…
Comunque buono.
Si trova all’Esselunga, ma anche in altri negozi.
Gli amici romagnoli mi aiuteranno a capire se si trova anche alla Coop, in lombardia c’è una Coop ogni 100 km!
Il vero motivo per cui ho aperto questo post è mettervi in guardia dall’altro concorrente di questo confronto: il Nescafè Gran Aroma.
Pro:
Si trova ovunque. Dal negozio a conduzione familiare “true” milanese, fino al negozietto degli indiani (anche quelli che vendono banane di colori improbabili)
E’ molto amaro.
Contro:
E’ il più costoso (di questa fascia).
E’ scarsamente solubile, soprattutto nel latte.
Ma soprattutto: ha un sapore ATROCE.
Prima che la Nestlè si abbassi a querelarmi (penso abbia ben altro da fare) sottolineo che questa recensione esprime soltanto il mio gusto personale.
Chissà, se ne vendono tanti a qualcuno piacerà. Io lo compro solo per disperazione quando non ne trovo di altre marche…

