Ho immaginato di incontrare invecchio amico, uno qualunque, uno di quelli con cui si facevano lunghe chiacchierate impegnate, magari passeggiando per ore nelle lunghe annoiate notti estive (occhei, mi vengono in mente poche facce). Immaginavo che, conoscendomi e non vedendomi da 3 anni, mi chiedesse se avevo trovato poi qualche risposta a tutte quelle domande esistenziali e anche un po’ fuori di testa che mi ponevo sempre, anche solo come scusa per non esserci e non stare coi piedi per terra.
Insomma, la risposta sarebbe sì.
“ho trovato un sacco di risposte, carissimo. Ma ancora di più ho trovato domande, e motivi validi per non porsene certe, che appunto sono fini a loro stesse o propedeutiche allo smarrimento dell’obbiettivo piuttosto che veri risucchi energetici.
Ho incontrato certa gente con le palle, vecchio mio (ridevamo sempre di questo chiamarci Vecchio), che di certo non ha la visione del tutto, ma di certo ce l’ha di una fetta piú grossa della mia, e che mi aiuta a costruire una idea delle cose più completa, meno banale e più responsabile.”
Chissà, dev’essere perché a furia di desiderare una cosa poi ti viene data.
Io ho chiesto la Via. E ho scoperto che ci sono sempre stato.
Grazie.
Ricordati che ci sono gli angeli seduti a fianco a noi, in metro, in aereo, in ufficio o a casa, mentre gioiamo, mentre litighiamo, mentre temiamo che tutto sia perduto e vano. Se immagini che ci siano li puoi vedere, se chiedi il loro aiuto rispondono sempre. Sono reali, tanto quanto la gravità, ma più concreti, più profondi, più connessi.
Sí, è vero che questa è una recita, ma non è che l’attore può uscire dal personaggio. Si recita a soggetto, si improvvisa, ma si resta nella parte, presenti, facendo procedere la trama. Giorno dopo giorno, atto dopo atto.
Dai, andiamo avanti.
Ma viviamo per superare i nostri limiti o per sviluppare ciò che ci riesce bene?
Ogni minuto traccio un segno che è parte del disegno, scelgo come contribuire, in che direzione andare, su che tinta virare.

