L’esistenza di Dio

Posted by: Airone  /  Category: Aforismi

La natura profonda della musica è un mistero incompreso esplicabile soltanto ammettendo l’esistenza di Dio

Buone notizie dalla wicca

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Spesso sembra che ad un certo punto della Via le cose diventino più difficili.
Ora, la natura non fa salti, per cui già c’è qualcosa che non quadra.
In più, tutte le culture minimamente strutturate, quale quella giudaico cristiana, quella musulmana, anche, e pure le recenti teorie pseudo-quantistiche segnalano una sorta di allineamento degli eventi in reazione, o piuttosto, in risposta ad una azione di un agente che sia anche un osservatore.
Viene proposto come “aiutati che Dio t’aiuta”, o Legge di Attrazione, o “tu uomo lavora, così Dio ti darà cibo a sufficienza per te e tua moglie.
Allora perché le cose diventano più difficili?
Io credo che si tratti soltanto di un’impressione. Quello che succede è che durante il percorso il Lavoro ti porta ad un aumento di frequenza. Per cui, se oggi sei un fabbro, domani sarai uno scultore di ferro battuto. E lo scultore dice: ma perché se son più bravo son qua che faccio più fatica di prima, uso più strumenti di prima e rischio anche di più?
Eh, ovvio, non fabbrichi più chiavi, ma intere cancellate, ed altri prodigi ancora. Non solo: sei a parte di ben altri segreti e la tua visuale e le tue prospettive di crescita sono ben più ampie.
Ok, quindi abbiamo capito dove sta la fregatura nella legge d’attrazione.
Ma c’è un senso in questo aumento di fatica?
Beh, prima di tutto abbiamo capito che l’aumento è costante. Quasi implicito nell’azione stessa e buon segno di correttezza dell’Opera.
Ed ecco le buone notizie dalla Wicca, che ha quantificato numericamente questo aumento di carico.
“Ciò che fai ti tornerà indietro triplicato”
Andando però a cercare bene, la legge è di Tre Voltre Tre.
Ovvero l’azione, che ha tre dimensioni, produce un lavoro pari a tre volte se stessa. Questo ci porta a pensare che si tratti di un elevamento al quadrato, si ma della reazione. Quindi del cambio di frequenza, che come insegna lo sciamanesimo tolteco è l’unica reazione vera al lavoro.
Quindi l’energia necessaria all’azione cresce come la radice quadrata, il che è qualcosa meno di un aumento lineare.
Quindi quando pensi che le cose siano molto più difficili di una volta, pensa che per dove ti trovi l’aumento ha seguito una curva inferiore rispetto ad un aumento lineare.
Ma allora perché mi sembra così faticoso? Inidoneo alle mie forze? Non è forse vero che il Maestro mi propone solo sfide che io posso superare?
Ebbene, tutte quelle energie se ne vanno in dispersioni, in distrazioni, nel gonfiare l’ego o nel soddisfare gli irretimenti.
Pulisci, e avrai molta più energia di quella che ti serve.
Aloha.

Morire al corpo

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Morire veramente
Morire al corpo
Morire veramente
Morire al corpo
Morire al cuore
Morire al bisogno di ripetere
Così rinascere
Alla gioia Vera
Per l’ultima volta
Il vero per sempre

Un sogno

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Ho sognato Marco R.
Lo incontravo vicino a casa dei miei, mentre stava avendo una discussione animata con una tipa. Separatosi da lei ci rimaneva un po’ male, allora lo avvicinavo e parlavamo un po’.
La conversazione inizia come era solito, parlando di baggianate e invenzioni volgari, finchè lui dice qualcosa che mi fa scoppiare a ridere a crepapelle.
Torniamo sulla discussione di lui con la tipa. Stiamo camminando e nel frattempo si è fatta notte.
Insomma lui si era fermato a dormire da lei dopo aver fatto sesso e lei ora se l’era presa perché addormentandosi avevano lasciato accsesa l’aria condizionata tutta notte, consumando troppa corrente.
E intanto camminavamo, come facevamo una volta, per ore.
Marco contava che il consumo per quella notte sarebbe costato al massimo 24€ e io dicevo che era paragonabile ad uscire a cena una o due volte (in realtà forse non bastano per una).
E da lì iniziavo a dire che ormai io la vedevo da un certo punto di vista, ovvero che probabilmente lei è irretita, che conserva memorie non sue, di suoi antenati che morivano di fame e di miseria, perché le memorie vengono trasmesse in famiglia piuttosto che da vite precedenti. Così tramite le costellazioni si possono portare a galla queste memorie e portandoci consapevolezza, attenzione, amore queste memorie si alleggeriscono e i nodi si possono sciogliere. Poi iniziavo ad accennargli del metodo di radioestesia per accelerare questa pulizia, ma qui il sogno finiva.
Non penso di aver contattato veramente Marco in sogno. Potrebbe però essersi trattato di una guida, perché mi è apparsa come una figura con cui non ho conflitti e con cui avevo totale confidenza; la scena, diventando notte, mi ha portato a ridere fortissimo, cosa di cui ho bisogno; poi alla fine il sogno mi ha fatto capire un modo in cui parlare delle costellazioni a chi non ne ha mai sentito parlare.
Grazie, guide.
Aloha!

Fine del mondo, con chi stai?

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Mi sono sempre posto questo quesito, sin da quando ero adolescente: se in un fantascientifico apocalittico futuro dovesse venire veramente la guerra tra il bene e il male, io da che parte starei?
Ma è una domanda strana, perché è ovvio che uno sta dalla parte di chi vince, quindi col bene. Ma è anche scontato che un adolescente abbia un rapporto conflittuale con l’autorità, quindi non veda l’ora di schierarsi con Lucignolo… ops … Lucifero, ma è soprattutto ovvio che all’arrivo dell’armageddon uno non abbia il tempo di chiedersi con chi schierarsi e si ritrovi direttamente con un 666 in fronte oppure con scudo, lancia e cappa bianca.
Quindi tutto è ovvio.
Quindi niente è ovvio.
Comunque non è che una fantasticheria ( termine cabalistico per “sega mentale”).
Allora perché questa domanda mi frulla in testa da decenni?
Forse l’ho capito.
Poniamo la domanda in altri termini: una volta risvegliato Kundalini, in che direzione rivolgerai la tua energia?
Verso l’esterno, è il volo con la scopa, di cui parlavo in un precedente post. Corrente Qlifotica.
Verso l’interno, è l’aspirazione alla risalita verso Keter.
Si possono intraprendere entrambe le direzioni?
Qualcosa mi dice di no, ma per superare questo clima dogmatico e apocalittico riporto alla mente un verso dei Led Zeppelin: “yes there are two paths you can go by, but in the long ride there’s still time to change the road”.
Speriamo che sia vero, anzi, speriamo di avere la forza di andare per la strada più affine a ciò che il mio essere necessita di vivere.
Ricordo anche il mio nonno paterno, che nella seconda guerra non si schierò né coi partigiani, né coi fascisti. Visse una vita di rimpianto, diceva che se avesse potuto tornare indietro si sarebbe schierato, non importa con chi. Deve aver vissuto un dolore difficile per me da comprendere, ma comunque credo che abbia fatto in cuor suo ciò che riteneva saggio in quel momento, a dispetto del rimorso che ne seguì. Ma in favore della famiglia che seguì, tanto per dirne una.
Grazie nonno. Vai in pace, vai nella luce.

Quindi in summa ultimamente tendo un po’ a raggruppare le cose per direzione: questa esperienza mi muove verso vibrazioni basse, vibrazioni alte, o agisce principalmente sul piano materiale? Mi porta a ingrassare il mio ego o a conoscere me stesso?
Funziona, per eliminare le dispersioni anche questo funziona.

Il boccone

Posted by: Airone  /  Category: Aforismi

Non è il digiuno che ti porta all’illuminazione, ma mangiare ogni singolo boccone come fosse l’ultimo.

Nessuna azione è vana, ma è vanificabile

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Questo è un passo molto importante del libro che sto leggendo: “I grandi temi della mistica ebraica”, di Gabriele Burrini.
Cito:

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Fra parentesi, sia questo brano che tutto il seguito sono intrisi di Yin e Yang. COme anche Solve et Coagula. Ma restiamo nel paradigma ebraico.

La nota spiega anche che nella Qabbalah luriana la luce irraggiante, o diretta, e la luce riverberante, o riflessa, indicano la direzione biunivoca della luce divina che percorre l’Albero sefirotico: scende dall’alto (ex Kether, ex Ain Sof), ma sale anche dal basso, grazie alla pratica delle misvot.

Questo risuona con un concetto che mi era rimasto in sospeso da anni, ovvero, alla domanda “sto perdendo tempo?”, oppure “possibile che tutte queste persone stiano sprecando la loro vita?”, la risposta è NO.
Io questo l’ho avvertito. Lo so. Ma non lo capivo.
Stai comunque facendo qualcosa.
Ciò che aggiunge questo brano che ho citato è che l’azione, di per sè, è sì intrisa della Luce (siamo Dio sotto forma di umano che compie un percorso, ma ancora di più: siamo acqua che si muove nell’oceano), ma si può nonostante ciò rendere vana (l’azione, non di certo la luce) se vanamente si compie. E ricadiamo sul tema della presenza.
Se ad esempio ti droghi, ma vivi l’esperienza a fondo, sei partecipe della luce della conoscenza intrinseca nell’esperienza, allora ne fai tesoro, te ne sazi. L’azione non diviene vana.
Se ti droghi, ma stai facendo altro, ovvero, ti droghi per punire i tuoi genitori, o semplicemente ti droghi per non essere presente, allora la Luce Divina è lì per insegnarti qualcosa ma tu ti giri e indossi gli occhiali da saldatore.

E questo è triviale.
Ma veniamo al difficile.
Io vivo una vita piuttosto semplice. Lineare. Condotta non dico salutista, ma non troppo distruttiva.
Metto tutto me stesso in quello che faccio, elimino il più possibile le dispersioni e le distrazioni.
Mi concentro, cerco di mettere a fuoco, avendo anche un’idea precisa della direzione da seguire, ma con progetti non troppo proiettati in avanti, il più possibile concreti.
Cerco di vivere a fondo quello che mi accade, oggi.
Però non basta. Le cose non si sbloccano.
Evidentemente metto l’attenzione sulle cose sbagliate.
Sto ancora voltando le spalle e indosso gli occhiali da saldatore specifici proprio per la situazione che sto vivendo.
E, guarda un po’, accuso dentro di me tutte le persone che vedo… di essere cieche alla situazione che vivono.
Come faccio ad aprire gli occhi? Il semaforo è verde, la strada è sgombera, io ho il pass per circolare (e fra l’altro scade domani, in senso metaforico), ma resto fermo in mezzo alla piazza.
Mentre scrivo sento un formicolio lungo la schiena: problema centrato!
Apri gli occhi, caspita. Wake up, Neo.
Spero di beccare il bianconiglio, prima che sparisca tra i cespugli. Ma questo merita un nuovo post.
Chiedo alle guide di aiutarmi ad aprire gli occhi.

Grazie.
Aloha.

You Suffer, but why?

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Napalm Death – You Suffer – YouTube.

Questa mattina mi sono svegliato con questa canzone in testa.

Il fatto che sia lunga meno di 2 secondi fa capire quanto sia incasinata la mia testa.

Però esprime un concetto fondamentale, e 19 anni fa, quando l’ho sentita per la prima volta, il concetto non era passato minimamente. Solo adesso inizio a capirlo.

Il testo dice “you suffer, but why?”, e il mio amico Jenner, che mi fece scoprire il fatato e puffettoso mondo del grind core, me lo diceva, con aria quasi sfottente: tu soffri, ma perchè?

Come se soffrire fosse una scelta. Ma forse è proprio così. Soffrire è l’esito di una serie di scelte, ma detta in questo modo sembra una cosa complessa. Voglio invece provare a pensare che ogni scelta possa essere fatta pensando alla minore sofferenza. Non significa per forza che sia la scelta più comoda, perchè la scelta più comoda ti dice che la sera non esci a buttare la pattumiera. Invece la scelta di minor sofferenza di dice che quando il bidone è pieno e ti viene in mente di buttare la pattumiera, e hai il tempo per farlo, lo fai subito.

Questo esempio in effetti è eccessivamente banale, ma voglio provare ad applicare questo principio nella mia vita. Visto che non riesco a contrapporre una frequenza di felicità (come vorrebbe lo yoga), proverò a contrapporre una frequenza di non sofferenza, o almeno a capire cosa significa e quante volte nel giorno scelgo di soffrire.

Il Dharma di tutti

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Bruciare.
Ecco il motivo per cui esistiamo.
Trasmitare energie. Ci succedono cose, noi attraversiamo esperienze, le bruciamo con il fuoco della nostra attenzione, con tutto il nostro amore fino a che un’esperienza si esaurisce oppure va in saturazione e quindi viene programmata per ripetersi in un’altra salsa.
Più riempiamo la nostra vita di esperienze che viviamo con intensità, attenzione, amore, nelle accezioni di questi termini che li rendono sinonimi, maggior valore diamo alla nostra vita.
Non c’è altro.

La mia solitudine oggi

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Oggi la vivo così. Passo per le strade più gremite di persone, saluto tutte le persone di cui incrocio lo sguardo, tento il più possibile di aprire nuovi canali verso nuove persone, ma niente.
Nessuno.
Silenzio.
Tendo la mano per salutare le persone che mi stanno davanti ma sento, quasi palpabile, un muro di gomma trasparente e isolante.
Non avverto nemmeno un conflitto in me su questo, al di là della sconfinata tristezza alimentata dal senso di isolamento, appunto solido e gommoso.
Probabilmente il mio essere ha bisogno di questa esperienza, ora, perciò la vivrò intensamente, con la massima attenzione, finchè non sarà l’ennesima esperienza risolta.
E questa è la mia occasione di risolverla e lasciarmela alle spalle. Qui. Ora.

Allelujah fratello!!!…. Bang! Bang!

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni

Una voce mi diceva “Ti senti pronto?”
E io: “Certo”, poi pensavo che è bellissimo perchè non sai mai cosa aspettarti,per quanto tu sia pronto a tutto (scusami se parlo al maschile, mi viene più naturale) troverai sempre qualcosa a stupirti.
Penso a questo quando esco di casa. Prima cosa: noto che è ancora giorno, e questo mi stupisce.
Scendo con ancora la frase “alleluia fratello” nella testa, chissà perchè, e mi trovo all’angolo una fila di ceri da chiesa. La via principale è gremita di gente, chiedo cosa sta succedendo e mi dicono “Il corpus christi”, una processione…
Cosa significa questo? Niente di particolarmente mistico, tranne che quello che stavo pensando è vero: trovi sempre qualcosa di inaspettato, lì pronto a stupirti.

Il perdono – accetta questo dono

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni, Tecniche

Ieri ho letto il libro “Accetta questo dono”, di Frances Vaughan e Roger Walsh. Meditando sui vari messaggi ho deciso di lavorare sul perdono. Perdonare significa accettare che non c’è colpa, quindi in qualche modo lasciare andare il passato, levare un’ancora.
Quando una persona mi perdona entrambi ne traiamo un guadagno energetico, un legame in meno, un confine in meno, un avvicinamento all’amore universale incondizionato. È per questo che chiederò a tutti di perdonarmi, a partire dalle persone a me più care, non prima di averle perdonate io stesso.
Credo che mi aspetti un lavorone, mi rimbocco le maniche perché mi sa che è la strada giusta.

Upgrade energetico – parte 1

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni, Tecniche

Ho sempre percepito in questo momento dell’anno un aumento generale dell’energia.
Certo, la natura in questo momento è in forte espansione, senz’altro dipende anche da questo. Questo aumento di energia è stato spesso accompagnato dall’emersione di problemi irrisolti, conflitti nascosti e tensioni non palesate. Anche questo è tipico dell’aumento dell’energia generale del sistema uomo.
Anche quest’anno il venerdì che precede la pasqua è stato una giornata “UP”, come tutti gli anni, chissà perchè. Una volta questo per me aveva banali implicazioni anti-religiose, ma ora che il mio paradigma si è espanso oltre certi conflitti ci vedo implicazioni energetiche meno occulte.
Il punto è che il venerdì “santo” è passato e io sono ancora UP. La giornata è uggiosa e semi-piovosa, mentre ieri c’era il sole, quindi non si tratta di sensibilità al meteo.
Da anni sto cercando un modo di aumentare la mia energia, perchè vedo che le esperienze che si manifestano nella vita, il come si presentano, e il come si riescono a affrontarle, dipendono del tutto dal livello generale di energia.
Su che cos’è questo “livello generale” si possono spendere tomi enciclopedici, ma è anche abbastanza intuitivo. Ciò che è prezioso per me in questo momento è invece capire cosa determini questa fase di UP nella mia generale bipolarità.

> parte 2 <

Update energetico – parte 2

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(Continua da parte 1)
In questi giorni sto lavorando energeticamente, con pulizie e altro, non abbastanza, ma più di niente, almeno. Non è una cosa infrequente, però; invece, diversamente dal solito, sto lavorando nello specifico su due singoli aspetti dell’energia che potrebbero essere autori di una certa stabilità.
Il primo è l’umore. Sto notando infatti che in realtà non è così importante su che cosa mi concentro, se su un problema, sulla soluzione, o addirittura nessuno dei due.
Contrariamente a quanto ho sempre pensato, pare che l’importante è il tipo di emozione che metto nelle cose. Se ci metto amore non può andare male. Se ci metto serenità non può andare male. Se metto amore in una azione non amorevole, che so, in qualcosa che genera attaccamento, in una attività spinta dall’ego, tanto x fare un esempio, le cose comunque si polarizzano secondo l’emozione di cui investo l’azione.
Io l’ho provato.
Funziona.
Provare per credere.
Di conseguenza il primo dei due lavori di cui sto parlando è allenarmi ad affrontare tutte le situazioni con presenza e con il sorriso.
Chi mi conosce da più di un anno sa che questa è la mia più grande rivoluzione.
Il secondo lavoro … > parte 3 <

Update energetico – parte 3

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(Continua da parte 2)
Il secondo lavoro ha a che fare con “tagliare i cordoni”.
C’è una meditazione apposita nel Raja Yoga.
Succede che le varie relazioni che abbiamo con le persone tessono legami che restano poi nel tempo. Questi legami possono essere virtuosi, in genere nel rapporto maestro-allievo, o fra compagni, oppure viziosi, di dipendenza.
Inutile dire che intendo virtuosi i legami che apportano energia, viziosi quelli che ne sottraggono.
Il lavoro consiste nel rimuovere questi legami, cordoni ombelicali, come flebo che ci rendono dipendenti, quindi schiavi, di certi rapporti, che magari inizialmente possono essere stati, o abbiamo potuto credere che fossero, virtuosi e nutrienti, ma che col tempo o ad una approfondito sguardo si sono mostrati malati.
Ecco perché nel vangelo il maestro recide i tralci malati. Perché risucchiano energia. Ed ecco perché questo lavoro, unito alla vera e propria pulizia, porta ad un livello di energia stabilmente più elevato.