Beccare il bianconiglio

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

Ci sei.
Hai la sensazione giusta. Veramente è da giorni che ce l’hai.
Sai che domani è un piatto giorno di vita comune (ammesso che esistano realmente giorni piatti).
Ma oggi no.
Oggi potrebbe capitare l’occasione o la persona che ti permettono di apportare un cambiamento significativo alla tua vita. Un guru, una moglie, o anche il gatto e la volpe, o lucignolo, fa niente.
Allora cosa fai? Tieni gli occhi ben aperti, le orecchie alzate manco fossi una volpe in calore (quindi non solo le orecchie…)
Pronto a cogliere qualsiasi scricchiolio nella matrice, il segnale di una fessura, o magari una vocazione, una chiamata.
Niente.
Su tutti i canali segnale di telefono occupato.
Perchè tutte le volte mi capita questo?
La sensazione era sbagliata?
Le sensazioni non sono mai sbagliate, ma forse mal interpretate.

Non lo trovo perchè cerco il bianconiglio in tutti i cespugli.
E quando frugo in un cespuglio, il ciuffo di pelo soffice soffice sbuca proprio dietro di me.
E io niente: sto facendo altro.
In pratica è come se ci fosse una voce che mi chiama, ma io sto ascoltando tutti i canali e non sento altro che tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu tuuu
Ma si può vivere così? Da pirla, direi.
Qual è l’atteggiamento giusto?
Attenzione, perchè l’alternativa è il sonno.
Concentrazione, perchè l’alternativa è la dispersione.
Concentrazione sostenuta, perchè altrimenti puoi mancare l’attimo.
SENZA SFORZO, e questo per due motivi. Primo, perchè se mi sforzo non riesco a sostenere la concentrazione. Secondo, perchè lo sforzo, la contrazione in sè è una dispersione e una distrazione.
Quindi Concentrazione, ma non su un soggetto, bensì su ciò che mi sta succedendo ora.
Concentrazione sostenuta senza sforzo, sul momento presente, che di per sè mi offre esattamente ciò che mi serve. Del resto ho scelto io di essere qui, ora.
Non ascolto ma sento. Non guardo ma vedo. Do valore ai segnali che ricevo, ma non tutta l’attenzione che ho. Li prendo in mano come tessere del puzzle in cui mi trovo, finchè il disegno non è sufficiente chiaro da vedere la direzione in cui andare.

Quando mi sento tirare muovo un passo. Sento se la sensazione è buona. Poi vado.

Ad esempio, adesso me ne sto qui a scrivere mentre invece qualcosa mi sta chiamando per nome.
La sensazione c’è. Devo ricomporre il puzzle.

Linee guida per la trasformazione – numero 1

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

Numero 1: non pretendere che gli altri facciano lo stesso.
QUanto tempo passi a chiederti il perchè delle scelte altrui? Basta! Cosa dici? Impari dagli altri?
Fandonie.
Ciascuno opera scelte legate prettamente al proprio individuale percorso. Sceglie di soffrire, sceglie di liberarsi, sceglie di morire, di ammalarsi o diventare miliardario. Che importa?
Importa il tuo proprio percorso. Punto.
Preoccupati delle scelte che stai facendo tu. Adesso.
Ti senti solo? Hai scelto di esserlo.
Ti senti povero? Hai scelto di esserlo.
Ti senti bene? Congratulazioni, hai scelto di esserlo.
Diritto di nascita, fortuna, aiuto altrui? Tutti effetti scenici. Tu hai scelto di accettare certe cose che ti venivano donate dall’universo, ed altre invece non le hai volute.
Perchè hai scelto questo preciso percorso? Inutile chiederselo, il percorso lo stai scegliendo in questo momento.

Quanto è vero che non cerco nessuno a cui insegnare queste cose… sto solo convincendo me stesso. Del resto… is there anybody out there?

Collassare il tempo

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Oggi prendo in prestito un concetto notevole estratto dal film “Un corso in miracoli – il film”.
Ha a che fare con il concetto espresso anche da Tolle sul fatto che se sei presente sei felice, se non sei felice significa che non sei presente.
Nel filmato dicono qualcosa di questo tipo (non cito esattamente perchè il filmato è in inglese): per collassare il tempo, quindi restringere il periodo di sofferenza nel qui ed ora, quello che si può fare è offrire il perdono, ma a chi posso offrire il perdono se in questa stanza non c’è nessun altro che me e le mie proiezioni?
Ogni volta che do amore, che offro il perdono, quello che faccio è ricucire le ferite che ho dentro, perdonare le proiezioni dei miei conflitti interiori.
Questa è l’unica “trasformazione” necessaria, poichè essendo tutti connessi non esiste un “dentro” e un “fuori”. Non esiste un “mio” e un “tuo”.

Marx in fondo non era così stupido come lo dipingono… aveva soltanto ignorato la funzione delle strutture sociali e della gestione funzionale dei conflitti…chiusa parentesi.

Se vogliamo vederla sotto un altro punto di vista, se il microcosmo è in identità con il macrocosmo, quando avrò risolto tutti (esagero) i miei conflitti interiori, l’universo sarà un luogo di sola armonia. Considerato che i conflitti sono illusione, l’universo è GIA’ un luogo di pura armonia. Quello che manca è la coscienza di questa armonia. Ed è infatti la coscienza, la co-scienza, la consapevolezza comune ciò che manca quando si accende un conflitto.

Aloha!

Come restare quieti nella tempesta

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Mi dispiace se solo chi fa meditazione capirà l’utilità di questo articolo, ma per me è una conferma:
http://htxt.it/FIzC

Sdoganamento dello Yoga

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Ho sempre pensato che la via dello yoga fosse repressiva. Emerge un istinto e tu vai a bloccarlo, così non crei karma.
In realtà ho scoperto (meglio tardi che mai!!!) che non è così.
Per quello che ho capito fin ora la prassi è questa: quando emerge un istinto (sto semplificando brutalmente) ti trattieni dall’esprimerlo con la violenza che sarebbe NON naturale MA automatica.
Già questa distinzione fa la differenza.
Poi, punto clu, ti assumi la responsabilità di lavorare su ciò che ha mosso questo istinto. Risali alle cause, te ne occupi con responsabilità totale.
In primo luogo, evitare l’automatismo evita di nutrire la causa. Questo è importantissimo.
Subito dopo, però, come conseguenza diretta, subentra la responsabilità di prenderti cura del problema, con ATTENZIONE, quindi dandogli AMORE.
Se non lo fai, se blocchi l’istinto, QUELLA è repressione. E’ come se ad un bambino che ti chiede le caramelle rispondi “NO! Le caramelle alle 16, dopo i compiti”. E’ chiaro che alle 15 e 59 lui comincia a chiedere le caramelle. Se non te ne occupi, alle 17 scordati di ripetergli “No, le caramelle più tardi”, perchè come nelle migliori aziende, il bambino fa escalation.
Ogni volta che emerge un istinto involutivo o in qualche modo non amorevole, è come se un bambino avanzasse delle pretese. Spesso si tratta esattamente del bambino interiore, memoria di traumi e repressioni passate (tutte le volte che volevi le caramelle e ti hanno detto no, tutte le volte che volevi la Porsche e ti sei detto no da solo, whatever).
Se lo istruisci con ulteriori traumi, morirai di tumore. E’ un fatto clinico.
Se lo istruisci con amore, maturerà e diventerà la tua forza.

Simpatico questo yoga, devo assaggiarne un altro po’….

10 Motivi per sorridere in faccia al maestro – 5

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

5) capirai di essere riuscito a ricostruire il sorriso sul tuo volto quando il maestro ricambierà il tuo sorriso.
Lavora sodo per ottenere questo, perchè solo allora passerete alla lezione successiva.
Proverai un brivido simile a quello della paura, ma non ci fare caso…

10 Motivi per sorridere in faccia al maestro – 4

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4) Pierino va dal dottore e gli dice “Dottore, dottore, posso fare il bagno con la diarrea?”
E il dottore gli risponde: “Sì, ma ce ne vuole tanta!”
Seriamente: trova un qualunque appiglio per far spuntare il sorriso, poi mantienilo e lavora su tutto ciò che tenta di spezzartelo.

10 Motivi per sorridere in faccia al maestro – 3

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3) se riesci a sorridere guardandolo negli occhi, significa che sei immune al suo sguardo, quindi puoi essere presente all’azione. Altrimenti significa che devi ricominciare dalla prima lezione. Sorridi o verrai bocciato.

10 Motivi per sorridere in faccia al maestro – 2

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2) se non sorridi significa che sei triste, teso, o comunque distratto da qualcosa, quindi non sei presente, quindi non imparerai nulla dalla sua sfida. Sorridi, se vuoi che la tua presenza qui abbia un senso.

10 Motivi per sorridere in faccia al maestro – 1

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1) Comunque vada, se sei presente, quando si sarà concluso il suo attacco avrai imparato qualcosa.

Il perdono – accetta questo dono

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Ieri ho letto il libro “Accetta questo dono”, di Frances Vaughan e Roger Walsh. Meditando sui vari messaggi ho deciso di lavorare sul perdono. Perdonare significa accettare che non c’è colpa, quindi in qualche modo lasciare andare il passato, levare un’ancora.
Quando una persona mi perdona entrambi ne traiamo un guadagno energetico, un legame in meno, un confine in meno, un avvicinamento all’amore universale incondizionato. È per questo che chiederò a tutti di perdonarmi, a partire dalle persone a me più care, non prima di averle perdonate io stesso.
Credo che mi aspetti un lavorone, mi rimbocco le maniche perché mi sa che è la strada giusta.

Upgrade energetico – parte 1

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni, Tecniche

Ho sempre percepito in questo momento dell’anno un aumento generale dell’energia.
Certo, la natura in questo momento è in forte espansione, senz’altro dipende anche da questo. Questo aumento di energia è stato spesso accompagnato dall’emersione di problemi irrisolti, conflitti nascosti e tensioni non palesate. Anche questo è tipico dell’aumento dell’energia generale del sistema uomo.
Anche quest’anno il venerdì che precede la pasqua è stato una giornata “UP”, come tutti gli anni, chissà perchè. Una volta questo per me aveva banali implicazioni anti-religiose, ma ora che il mio paradigma si è espanso oltre certi conflitti ci vedo implicazioni energetiche meno occulte.
Il punto è che il venerdì “santo” è passato e io sono ancora UP. La giornata è uggiosa e semi-piovosa, mentre ieri c’era il sole, quindi non si tratta di sensibilità al meteo.
Da anni sto cercando un modo di aumentare la mia energia, perchè vedo che le esperienze che si manifestano nella vita, il come si presentano, e il come si riescono a affrontarle, dipendono del tutto dal livello generale di energia.
Su che cos’è questo “livello generale” si possono spendere tomi enciclopedici, ma è anche abbastanza intuitivo. Ciò che è prezioso per me in questo momento è invece capire cosa determini questa fase di UP nella mia generale bipolarità.

> parte 2 <

Update energetico – parte 2

Posted by: Airone  /  Category: Riflessioni, Tecniche

(Continua da parte 1)
In questi giorni sto lavorando energeticamente, con pulizie e altro, non abbastanza, ma più di niente, almeno. Non è una cosa infrequente, però; invece, diversamente dal solito, sto lavorando nello specifico su due singoli aspetti dell’energia che potrebbero essere autori di una certa stabilità.
Il primo è l’umore. Sto notando infatti che in realtà non è così importante su che cosa mi concentro, se su un problema, sulla soluzione, o addirittura nessuno dei due.
Contrariamente a quanto ho sempre pensato, pare che l’importante è il tipo di emozione che metto nelle cose. Se ci metto amore non può andare male. Se ci metto serenità non può andare male. Se metto amore in una azione non amorevole, che so, in qualcosa che genera attaccamento, in una attività spinta dall’ego, tanto x fare un esempio, le cose comunque si polarizzano secondo l’emozione di cui investo l’azione.
Io l’ho provato.
Funziona.
Provare per credere.
Di conseguenza il primo dei due lavori di cui sto parlando è allenarmi ad affrontare tutte le situazioni con presenza e con il sorriso.
Chi mi conosce da più di un anno sa che questa è la mia più grande rivoluzione.
Il secondo lavoro … > parte 3 <

Update energetico – parte 3

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(Continua da parte 2)
Il secondo lavoro ha a che fare con “tagliare i cordoni”.
C’è una meditazione apposita nel Raja Yoga.
Succede che le varie relazioni che abbiamo con le persone tessono legami che restano poi nel tempo. Questi legami possono essere virtuosi, in genere nel rapporto maestro-allievo, o fra compagni, oppure viziosi, di dipendenza.
Inutile dire che intendo virtuosi i legami che apportano energia, viziosi quelli che ne sottraggono.
Il lavoro consiste nel rimuovere questi legami, cordoni ombelicali, come flebo che ci rendono dipendenti, quindi schiavi, di certi rapporti, che magari inizialmente possono essere stati, o abbiamo potuto credere che fossero, virtuosi e nutrienti, ma che col tempo o ad una approfondito sguardo si sono mostrati malati.
Ecco perché nel vangelo il maestro recide i tralci malati. Perché risucchiano energia. Ed ecco perché questo lavoro, unito alla vera e propria pulizia, porta ad un livello di energia stabilmente più elevato.

Preghiera del fanciullo

Posted by: Airone  /  Category: Tecniche

Bene.
Stamattina mi hanno rotto i co@&€£¥#%^*}{+]ooooni con questioni di contabilità mentre mi stavo gustando la torta allo yogurt che avevo preparato ieri sera.
Ma non lascerò che questo polarizzi la mia giornata.
Anzi.

L’infinita energia vitale creativa dell’universo riempie di Amore Incondizionato la mia giornata.
Grazie.