La gnocca non è un’opinione.
La gnocca non è un’opinione.
Inauguro oggi una nuova categoria: aforismi. Il punto è che la mia mente brulica di sciocchezze a tal punto che necessito una valvola di sfogo.
E così quel vecchio amico, compagno di lunghe passeggiate, anche metaforiche, potrebbe tornare a incrociare la mia strada, e a dirmi “hola! Ma dove ti trovi ora?”
L’unica cosa che posso dirti, carissimo, è che di fronte alla scelta pillola blu – pillola rossa… le sto vedendo esplodere entrambe!
Il bivio non esiste.
Hey you su Virgin radio.
Forse nessuna canzone rappresenta il mio stato d’animo oggi.
E i tarocchi dicono: temperanza…
WordPress è sempre il migliore.
Mi è capitato per sbaglio (ehem… su 2 installazioni, mica 1 eh?) di aggiornare WordPress in italiano ad una nuova versione in inglese, tramite il bellissimo installer automatico.
Ahimè l’aggiornamento non è andato a buon fine, così il backend del blog mi dava sempre il messaggio in “Un aggiornamento automatico di WordPress non si è installato completamente”.
Fortunatamente, con la versione 3.1, nonappena è uscita la versione in italiano ho potuto ripetere l’aggiornamento et voilà: il messaggio di errore non c’è più e la versione installata è la 3.1.
Dove si trova il bannerino “WordPress Enthusiast”?
Come alla fine di una lezione introduttiva, alla fine del riscaldamento, sono rimasto da solo davanti al Maestro.
Non ho amici.
Non ho alleati.
Non ho antipatie.
Non ho nemici.
Solo il maestro di fronte a me.
Ho i muscoli tutti completamente tesi, morbidamente fermo in equilibrio in posizione di guardia bassa.
Non sento il suolo ruvido sotto i miei piedi, il freddo nelle ossa, il caldo sulla faccia.
Il suono della pressione che mi pompa nelle orecchie.
Nulla.
La mente è vuota.
Nonappena la tensione supera l’equilibrio perfetto mi illudo nuovamente di essere partito in anticipo, ma puntualmente l’attacco del maestro mi fa rovinare a terra fra mille ferite, chi più le conta…
Un solo attimo per ripensare all’errore commesso e sono già in guardia.
La posizione è perfetta, esito di un lungo e strenuante allenamento.
La mente è vuota, esito di un lungo e strenuante allenamento.
Solo io e il maestro, col suo ghigno che solo un allievo devoto potrebbe scovare fra le sue rughe millenarie.
Il maestro non è in posa.
Semplicemente, lo vedo, un attimo prima, un attimo dopo sono a terra.
E poi di nuovo in guardia.
Ma andrà avanti così per tutta la vita?
Ma andrà avanti così per tutta la Via?
Bello, eh?
Bella ambientazione, un po’ alla Doom, un po’ cyber, apprezzabile la semplicità di gioco, però… però…
Niente, l’unico problema che ci trovo è che spesso e volentieri la semplicità si perde a causa del controller. Mi dispiace dirlo, ma quegli accorgimenti per controllare il personaggio come il generatore di stasi posizionato sulla schiena o il twist del controller per cambiare il tipo di colpo risultano troppo complessi, a tratti proibitivi, perchè certe volte lo schermo dell’iphone proprio non risponde! Mentre questi mostri deformi continuano a tartassarti tu sei lì che dici “ehi! ti ho sparato! ti ho bloccato!” ma niente, non ti resta che morire.
Quindi il voto è il seguente: mbah!
Godetevi il video:
È un gran album, il secondo dei Down, torno ad ascoltarlo e la sensazione è sempre quella di tornare a casa. Mi sento compreso, come se potessi appoggiare la scure e riposare le mani. Come se il profumo di fiori fosse genuino e potessi ignorare il lezzo di sangue stantìo che scorre sotto i miei anfibi consumati.
Come può la musica risvegliare immagini così nitide e particolareggiate?
Mi sa che roba di questo tipo non l’ho mai postata su questo blog…
(…)
L’ideale sarebbe (per me) andare ancora più su. Si dovrebbe raggiungere un livello pieno di colori e di estasi, il contatto diretto con il sè superiore, ovvero l’anima che ha predisposto questa incarnazione. Qualcosa di molto vicino al contatto con la sorgente.
(…)
Tutta la discussione qui:
da sogno lucido a o.o.b.e.
Ho riabilitato i commenti…
Questa invece mi è venuta in mente ieri sera facendo la doccia.
L’applicazione di questa tecnica serve per risolvere i problemi di “impaccio”, ovvero quando si è maldestri nel fare le cose.
Si pasa semplicemente sulla concentrazione.
Gli impacci avvengono quando non siamo particolarmente uniti, in accordo, concordi con noi stessi su ciò che stiamo facendo, perchè magari abbiamo altre premure, distrazioni, o piuttosto perchè ci sentiamo costretti a farlo.
Basta allora eseguire questo breve esercizio prima di iniziare un’attività, o anche nel mentre, se l’attività stessa lo permette.
Vediamo come si fa:
1. Inspirare profondamente
2. Espirare pronunciando OOOOOMMMMM, anche a bassa voce.
3. Inspirare profondamente
4. Espirando a fondo, pensare “Sono completamente e profondamente concorde sull’eseguire questa attività”.
5. Ripetere dal punto 1, per tre volte, oppure un numero dispari di volte superiore a 3.
Provare per credere.
Finalmente sono riuscito a dare una forma all’idea che risuonava in me, su ciò che trovo scritto in parecchi libri, sulla questione che “il tempo stringe”.
Dunque, non è che stiamo aspettando la fine del mondo, ok? E se anche fosse significherebbe che, incarnandoci in questa vita, abbiamo scelto di esperire la fine del mondo, quindi che problema c’è… a livello molto profondo e molto alto siamo “in accordo” con questo evento.
In più, proprio i maestri che ci insegnano che “non c’è tempo da perdere” sono quelli che ci insegnano a non pensare alla fine del mondo, nel senso di un domani terribile ed apocalittico (non in senso etimologico, ma in senso catastrofico).
Nota: il libro dell’apocalisse è in realtà il libro delle RIVELAZIONI, quindi l’apocalisse altro non è che la rivelazione. Più che la fine del mondo è la fine dell’illusione (ammesso che ci sia differenza fra questi due concetti).
Quindi da dove nasce questa “urgenza” di compiere l’opera, come può il tempo “stare per scadere” in un paradigma in cui conta solo l’oggi?
E qui la rivelazione emersa dalla tazza di caffè di stamattina.
L’urgenza sta nel fatto che nell’oggi, nell’adesso, si presentano le occasioni di risolvere le esperienze su cui il nostro essere si è arenato, le opportunità di evolvere e superare i blocchi che abbiamo. E per ogni blocco disciolto se ne ricava anche un quid di energia proporzionale all’entità di ciò che abbiamo superato. Energià “doppia”, nel senso che da un lato diminuisce l’appesantimento, come quando si lascia giù la zavorra. Da un altro lato c’è proprio un serbatorio di energia che ci viene rilasciato, che possiamo assimilare e che ci rende più carichi.
Dicevo… dell’urgenza…
Cosa succede se ignoro, trascuro, non supero le esperienze che l’oggi mi offre: che l’anelito dell’anima resta quello di risolvere queste esperienze. Quindi sovente ed urgentemente queste torneranno a ripresentarsi, in maniera più ingente però. E qui ci siamo: e togliendo il posto ad esperienze nuove.
Quindi (conclusione) è urgente che sfrutti bene ciò che mi si presenta adesso, perchè (1) risolverlo domani diventerà più pesante e (2) se lo risolvo oggi, allora domani mi si presenteranno esperienze nuove, potrò andare avanti, fare altro.
Facciamo un passo indietro. Se la rimozione dei blocchi rilascia una certa energia, dove sta la pesantezza nel vivere le esperienze?
Semplice: quando vivo a fondo un’esperienza, il blocco viene a galla, e finchè può, più che può, proprio per attirare la nostra attenzione e portarci a risolverlo, si fa sentire e in questo ci toglie energia, ci appesantisce. Quindi ho la sensazione che per affrontare un mio problema io mi vada a fare del male, a sprecare energia, ad affaticarmi.
In realtà la somma algebrica è positiva, dalle esperienze risolte se ne esce con un guadagno, ma capire questo nel profondo presuppone un certo lavoro.
Oltre a questo, se ho un blocco, è ovvio che su questo punto sono MOLTO arenato. Se ad esempio tento di smettere di fumare, tento di andare contro ad una mia convinzione molto forte. Quindi prima ancora della pesantezza del blocco stesso incontro la mia stessa resistenza, vado contro me stesso, come fare braccio di ferro da solo. Provaci e capisci cosa intendo.
Quindi riuscire a superare un blocco dipende molto da quanto sono “unito” a questa idea, quanto sono coerente con me stesso. Quanto, in tutte le mie parti e personalità framentate, siamo tutti d’accordo con il superamento del blocco.
Per fortuna tipicamente basta una ampia maggioranza
ma ogni esperienza ed ogni persona sono un caso a parte.
Ad esempio adesso sono qui a scrivere per superare la convinzione che ciò sia un’inutile perdita di tempo, mentre invece per me significa dedicare del tempo a me stesso, oltre che scrivere e depositare online delle riflessioni che potrebbero tornarmi utili. Scrivo anche per fissare bene nella mente, e da quel concetto fissato andare poi avanti, metterlo alla prova, magari smentirlo in favore di un futuro concetto migliore.
Aloha.
Bibliografia sommaria: Kryon/Lee Carroll “I tempi finali”; Eva Pierrakos “Il sentiero”; Igor Sibaldi “il codice segreto del Vangelo. Il libro di Giovanni”; Eckhart Tolle “Il potere di adesso”. E soprattutto, la tazza di caffè.
Sono Airone93 su forum.cosenascoste.com e forum.html.it
Sono in effetti due i principi che impediscono di riuscire in qualcosa, quando si sa come ottenerla e se ne hanno imezzi, sia materiali, che cognitivi, che energetici.
1) La distrazione: questa può apparentemente provenire da elementi esterni, ma in realtà ci distraiamo se non vogliamo realmente ottenere il successo in quello che stiamo facendo, se siamo conflittuali, “disuniti”.
2) la superbia. la certezza di riuscire.
Ma no… sono cavolate. Solo la distrazione è un reale impedimento.